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De Pavese a Sanguineti, tras el retro vanguardismo - Coda

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08 de Octubre de 2006
Historia de la literatura

todo átomo de todo cuerpo atrae a todo otro átomo tanto de su cuerpo como de cualquier otro con una fuerza que varía en razón inversa a los cuadrados de las distancias entre el átomo atrayente y el átomo atraído energía compartida danza de electrones se trabaja crea se recrea en intercambios simétricos de compartida sinergia estructuras disipativas nada fijo todo flujo repentino reordenamiento interactivo selección natural nueva entidad irreversibilidad acontecimiento posibilidad orden a través de la fluctuación interacción conocimiento tácito en lo más hondo la verdad cada palabra en las demás -dios es una letra- en un hombre todos los hombres formando el universo desde una misma butaca viviendo la vida homología fundamental fluir de la energía lo repentino y nuevo el contacto locura circular a la intemperie compleja realidad del universo áreas comprometidas disponibles para un futuro no programado distorsiones de cualidad trama encantada al azar al margen de la conciencia nadie escoge adivina termina adivinando ver lo que todos ven y nadie piensa recuperar recuerdos palabras expresiones ideas sucesos imágenes cantos galerones melodías escudriñar activamente los dispositivos abiertos semiabiertos reconocibles (in)imaginables tocar el cerebro como se toca el piano expresar las ideas con palabras y oraciones adecuadas lejos de todo guirigay sampablera baturrillo papiamento comprobando adelantando avanzando retrocediendo evaluando juzgando ponderando descomponer el contenido en palabras-pasos simples comprensibles traducirlo en lenguaje propio que algo diga a quienes permanecen en otro mundo estén dormidos o sigan durmiendo dar con el hallazgo intuirlo en el reposo después del insomne largo rodeo duro laborioso en fecunda fructífera tormenta demostrar la superioridad del deslave subliminal ante el consciente porque el yo crea su cerebro -producto de la mente- mientras más fe tengamos en nuestra mente mejor trabaja preocupa tanto mutilar castrar el pensamiento divergente no aceptar la oposición lógica fundada neutralizar al desestabilizador anárquico sancionar la discrepancia razonada desorden caos sinsentido el que canta fuera del coro desentona aun cuando sea el único entonado importa con plena libertad mental crear la imagen la metáfora -su reino su justicia- lo otro lo demás ha de venir por añadidura Quaerite ergo primum regnum Dei, et iustitiam eius: et haec omnia adiicientur vobis. [Mateus 6.33].46

 

ADDENDA

LA STAGIONE DEL NEOREALISMO

Le note che seguono provengono da "STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANA - '800 * '900 - Una nuova proposta di studio", Gavino - Olivieri, Edizioni del Giglio.

LA NEO-AVANGUARDIA

Le tappe fondamentali della neoavanguardia sono:

1) la rivista "Il Verri" (1956) diretta dal Luciano Anceschi; fiancheggiata più tardi, nel 1962, dalla vittoriniana rivista "Menabò";

2) l’antologia I novissimi (1961), curata da A. Giuliani e con testi di Sanguineti, Forte, Pagliarani, Balestrini, Porta;

3) la pubblicazione, nel 1962, dell’Opera aperta di Umberto Eco, che teorizzava le posizioni del movimento;

4) la costituzione, a Palermo, del "Gruppo ‘63", facente capo agli autori succitati.

I canoni della neoavanguardia, che parte dal rifiuto dell’ideologia neo-capitalistica e del linguaggio corrente che la esprime ("tutta la lingua tende oggi a diventare una merce"), sono, in sintesi, questi:

a) data la crisi della storia e delle ideologie e la conseguente indecifrabilità del reale, unica arte attendibile è quella che trascrive la "disintegrazione dell’uomo storico" e della realtà storica - registrando la realtà unicamente nella sua dimensione fenomenologica, nei suoi "oggetti", nelle sue "cose" nel suo "caos" - "allo stato brado, al grado zero... al livello di una teoria fisica" (Guglielmi) al di là di ogni giudizio storico e morale;

b) tale operazione di registrazione mimetica e neutra di quel "labirinto", che è la condizione umana, si rende possibile solo attraverso il linguaggio che, come al tempo dei simbolisti, viene così ad assumere un valore assoluto: "l’universo è considerato dalle avanguardie come un fatto essenzialmente linguistico". Ma poiché "ogni linguaggio già esistente è il prodotto di una realtà che viene contestata nell’atto stesso del suo farsi, il segno di una società con la quale i "novissimi" non vogliono avere nulla da spartire, ogni linguaggio corrente viene rifiutato, ogni parola riscattata dai significati già convenuti, e offerta allo stato "liquido" (Gianni): si giustificano anche, alla luce ditali premesse, gli esperimenti di poesia e di musica elettronica.

Influiscono sulla neo-avanguardia:

a) l’école du regard o del nouveau-roman o visivismo francese, il cui teorizzatore, Alain Robbe-Grillet, sosteneva la necessità di registrare passivamente "le cose", il labirinto della realtà, senza tentare d’interpretarla (Nel labirinto, 1959);

b) il teatro di S. Beckett, volto a rappresentare l’assurdo, il nulla;

c) lo strutturalismo, una metodologia che studia la lingua nei suoi elementi interrelati e l’opera d’arte nei suoi elementi puramente tecnico-linguistici, con esclusione di ogni valutazione storica ed ideologica. (Vedi gli scrittori E. Sanguineti, E. Pagliarini, N. Balestrini, A. Pizzuto)

In conclusione

La neoavanguardia presenta alcune affinità con la cultura decadente, dalla quale però la separa una differenza sostanziale:

a) nasce come delusa reazione ad un precedente atteggiamento positivo di fronte alla realtà e alla storia, così come decadentismo era stato in parte reazione all’ottimismo positivistico;

b) lo stato di crisi coinvolge alcuni valori fondamentali e la stessa realtà, che si presenta come enigma e caos;

c) al linguaggio, e non più alla ideologia, è assegnato il compito di prendere contatto con questa nuova realtà: la parola diventa così centro e chiave dell’esistenza.

Le audacie analogiche dei simbolisti non dovettero, un secolo fa, sembrare molto più azzardate del "mistilinguismo" di un Sanguineti o delle esperienze di un Robbe-Grillet o di un Beckett - volte com’erano, le une e le altre, a dare la visione dell’enigma-vita;

d) ma differenza sostanziale è il punto di vista da cui viene guardata questa realtà, che i decadenti (dai simbolisti agli espressionisti, agli ermetici) mettevano a fuoco, riplasmavano, riassorbivano nel crogiuolo dell’io, e che le nuove avanguardie invece esprimono attraverso il naufragio dell’io "nel mare dell’oggettività": "il punto di vista è quello del magma", come bene ha osservato Calvino. Del quale ancora ci piace citare una considerazione inerente alla speranza di una letteratura della "coscienza", che si contrapponga a quella della passiva accettazione: "...E' la sfida al labirinto che vogliamo salvare, è una letteratura della sfida al labirinto che vogliamo enucleare e distinguere dalla letteratura della resa al labirinto".

Una nota di Pasolini: "… il neo-sperimentalismo (...) è un momento della cultura tipica del Novecento, cioè del decadentismo, mentre il realismo è un prodotto estetico della ideologia che si oppone al Novecento, ed è, nei programmi, antidecadentistica [...]. Ora, la caratteristica principe del neo-sperimentalismo è l’"irrazionalismo", mentre la caratteristica principe del realismo è il "razionalismo". (Da "L’Espresso", 3 giugno 1962. Il brano è riportato in Guida al Novecento, di S. Guglielmino, Principato, Milano, 1971, p. 722).

FUENTE: http://www.maristi.it/vt/graziano/neorealismo.html

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Pablo Mora Extraído de: http://www.ucm.es/info/especulo/numero27/pavesang.html CopyLeft
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